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The danger zone

La mattina del 19 agosto 1981, esattamente 40 anni fa, due F-14 del VF-41 "Black Aces" decollati dalla portaerei USS Nimitz in missione CAP (Combat Air Patrol), rilevano due Sukhoi Su-22 Fitter libici in decollo dalla base aerea di Ghurdabiyah, vicino alla città di Sirte.

Foto: un F-14 Tomcat del VF-41 Black Aces


I due F-14, call sign Fast Eagle 102 (CDR Henry 'Hank' Kleemann/ LT David 'DJ' Venlet) e Fast Eagle 107 (LT Lawrence 'Music' Muczynski/LTJG James 'Amos' Anderson), si preparano all'intercettazione mentre i contatti si dirigono a nord verso di loro. Pochi secondi prima di incrociarsi, a una distanza stimata di 300 m, uno dei libici lancia un missile AA-2 "Atoll" contro uno degli F-14, mancandolo. I Tomcat sono autorizzati a rispondere al fuoco dalle loro regole di ingaggio, che prevedono l'autodifesa in seguito ad un'azione ostile, e lanciano due AIM-9L Sidewinder che centrano i jet libici, mentre i piloti riescono a eiettarsi.


Meno di un'ora dopo, mentre i libici stanno conducendo un'operazione di ricerca e salvataggio dei loro piloti abbattuti, due MiG-25 completamente armati si dirigono verso le navi americane a Mach 1.5 simulando un attacco in direzione dell'USS Nimitz. Due Tomcat sempre del VF-41 vengono vettorati verso gli aerei libici che invertono inizialmente la rotta per poi dirigersi nuovamente verso le portaerei. Dopo essere stati tracciati dai radar degli F-14, i MiG fanno definitivamente dietro-front e rientrano alla base senza ulteriori incidenti.


Foto: gli equipaggi americani protagonisti della vicenda

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